Che cos'è l'Analisi Transazionale? Alla scoperta del mio approccio psicoterapeutico...
- Beatrice Parizzi
- 2 feb 2020
- Tempo di lettura: 2 min

In questo post ho deciso di parlarvi dell'approccio che ho scelto per la mia specializzazione in psicoterapia chiamato Analisi Transazionale Relazionale.
Il modello dell’Analisi Transazionale si è originato negli anni Sessanta a partire dalla mente creativa di Eric Berne: è un orientamento del più recente pensiero psicologico e al tempo stesso uno strumento terapeutico.
L’A.T. è una corrente della psicologia umanistica-esistenziale (Maslow, Rogers, Perls, Allport) e in tal senso non corrisponde semplicemente alla concezione medica della guarigione da una malattia. Infatti, “la sofferenza psichica viene vista come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’essere umano” (Novellino, 2003). Per Berne, c’è insita in ogni essere umano una spinta, un’energia chiamata Physis che porta naturalmente le persone a crescere. Può accadere però che, ad un certo punto della nostra vita, questa Physis incontri un blocco, un divieto, una negazione al suo esistere e questo diventa, inconsapevolmente, causa delle sofferenze che la persona prova.
L’Analisi Transazionale è quindi sia una teoria psicologica che un approccio psicoterapeutico al disagio e alle sofferenze umane.
Come teoria della personalità ci fornisce un quadro di come siamo strutturati dal punto di vista psicologico utilizzando un modello in tre parti, noto come modello degli Stati dell’Io. Tale modello ci aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento: Genitore, Adulto e Bambino.
L’A.T. è anche una teoria della comunicazione basata sull’analisi delle transazioni degli specifici stati dell’Io coinvolti; le transazioni sono gli scambi comunicativi che avvengono fra le persone; inoltre può fornire un metodo di analisi dei sistemi e delle organizzazioni.
L’A.T. regala infine una teoria dello sviluppo infantile. Grazie al concetto di copione, l’A.T. permette di comprendere come gli schemi di vita attuali, come noi ci relazioniamo e reagiamo ai problemi e alle sofferenze, abbiano origine nell’infanzia, e di come, nella vita da adulti, si continuino a riproporre delle strategie infantili inadeguate o dannose.
L’A.T. è un approccio molto concreto e comprensibile nei suoi aspetti teorici e questo permette di cogliere con immediatezza le nostre dinamiche psichiche e relazionali, offrendosi come griglia interpretativa della “persona” come “essere in relazione”.
Ci sono tre assunti fondamentali in questo approccio:
ogni individuo è OK: ognuno ha valore in quanto persona ed è OK a prescindere dalle difficoltà o dai comportamenti che mette in atto;
ogni persona ha la capacita' di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacita' di crescere, di imparare e di cambiare, qualunque esperienza abbia avuto;
le decisioni prese possono essere modificate: ciascuna persona prende delle decisioni e ne e' responsabile, ed e' anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali.
Ciò che mi ha avvicinato a questo approccio e me lo ha fatto scegliere come orientamento è il vedere il paziente come attivo ricercatore di risorse, capacità e soluzioni per migliorare la propria vita e raggiungere la vera Autonomia. Sono fermamente convinta che le persone abbiano dentro le sé le capacità e le risorse per ritrovare la serenità e sono grata, come professionista e come persona, di avere l'onore di accompagnare le persone in questa ri-scoperta.